4 dicembre 2016

Feminité du Bois di Shiseido (1992)

"L'imperfezione è verità, l'imperfezione è umana” Mustafa Sabbagh

Mustafa Sabbagh Black Series Tuxedo Riot
Contrapposta ad un vinciano nero immacolato, l'imperfezione dei corpi diventa la forma più sublime di sessualità bruta nell'arte di Mustafa Sabbagh. Annusando Féminité du Bois non riesco a pensare ad una descrizione più azzeccata delle parole di Mustafa “l'imperfezione è verità”. Nel 1992, contrapponendo l'aspetto più pungente di fiori e legni, eterni simboli sessuali infusi in bois pour femme neo-deco, Feminité du Bois ha rivelato il lato maschile della femminilità e vice-versa, quasi fosse una novella Dama con l'ermellino.

Shiseido Féminité du Bois (1992)

"Imperfection is truth, imperfection is human” Mustafa Sabbagh

Mustafa Sabbagh Black Series Tuxedo Riot
I wrote this review published on CaFleureBon Modern Masterpieces column and I'm happy to finally share it also here. It's all naked truth.
Set against a Da Vinci-like immaculate black, the imperfection of bodies becomes the most sublime form of raw sexuality in Mustafa Sabbagh's art.  Smelling Féminité du Bois I can’t think of a better description than Mustafa’s words “imperfection is truth”. Back in 1992, juxtaposing the poignant side of flowers and woods, eternal sexual symbols set in a neo-deco bois pour femme, Feminité du Bois revealed the masculine side of femininity and vice-versa like a newborn olfactory Lady with an ermine.

28 novembre 2016

Maestà Tradita 1956-2016 (G. Pesce) Save the date!

Vieni, osserva, tocca, ascolta, annusa, assaggia, emozionati! Questo è l'invito che l'artista Gaetano Pesce lancia per festeggiare i suoi sessant'anni di attività con la mostra promossa dal Comune di Firenze a cura di Sergio Risaliti e Vittorio Sgarbi Maestà Tradita 1956-2016 allestita fino all'8 febbraio 2017 presso il Museo Novecento a Firenze.
Oltre ad apprezzare la creatività dissacrante di Pesce, vi voglio segnalare l'esposizione per la particolare presentazione multisensoriale con cui si preannuncia soprattutto per quanto riguarda l'olfatto. L'Archistar infatti ha voluto collaborare con l'Atelier TAF di Leonardo Opali. vulcanico appassionato vicentino che ha mosso i primi passi odorosi alla fucina di Smell Atelier. Conoscendo Leonardo sin dale prime edizioni dello Smell Festival di Bologna, non ho resistito dal fargli qualche domanda su questo entusiasmante progetto.

Maestà Tradita 1956-2016 (G. Pesce) Save the date!

Come, see, touch, listen, smell, taste, excite! This is the invitation the artist Gaetano Pesce makes us celebrating his 60 years of career with the exhibition promoted by Comune di Firenze and curated by Sergio Risaliti and Vittorio Sgarbi Maestà Tradita 1956-2016, till February 8, 2017 at Museo Novecento in Florence.
While enjoying the irreverent creativity of Pesce, let me bring to your attention the particular multisensorial presentation that above all focuses on smell. In fact the Archistar wanted to collaborate with Leonardo Opali and his Atelier TAF, a volcanic, passionate Vicentin who moved his first olfactory steps at Smell Atelier. Knowing Leonardo since the first editions of Smell Festival in Bologna, I couln't help but asking him about this Amazing project.

21 ottobre 2016

Chypre 53 di Guerlain (1953)

Chypre 53 cologne (via Aromablog)
La passione per i profumi nell'era dei social network ha i suoi vantaggi: puoi imparare facilmente guardando le immagini, leggendo e confrontandoti con persone ben informate da tutto il mondo. Di recente ho avuto la fortuna di entrare in contatto con una donna squisita, la più grande collezionista russa di profumi vintage, nonché collega blogger di aromablog.ru: Ekaterina Khmelevskaya. È stata così generosa da farmi sentire uno dei Guerlain più rari che reca l'etichetta misteriosa Chypre 53.
Il nome in se è alquanto curioso. Gli Champs Elysées sono vicini a Rue Cambon, ma qui non siamo chez Chanel che metteva dei numeri come portafortuna sui flaconi di profumo. Chez Guerlain hanno sempre preferito nomi ispirati alla natura, romantici oppure esotici come Violette de MadameUne fleure qui meurt o Shalimar. Allora come mai questo nome?
Molto prima di Le Labo, la mia prima supposizione era che 53 potesse riferirsi al numero degli ingredient utilizzati che significherebbe una composizione abbastanza stilizzata per l'epoca.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...